lunedì 8 giugno 2015

Le pagelle finali di Carlo Ziliani alla stagione 2014/2015

Simone = voto 4
Punti totalizzati 30, frutto di sole 5 vittorie e 16 sconfitte. A fronte dei 34 gol subìti (non è il peggiore), realizza la pochezza di 13 reti. Imbarazzante la differenza reti negativa: -21! Ultimo lo scorso campionato, ultimo anche in quello appena concluso. Colpito nell’orgoglio (è un pozzolese da lunghe generazioni), decide di smembrare la quasi totalità della squadra durante il mercato invernale di riparazione. E i risultati si vedono subito: riesce anche a far peggio di prima. Verrà ricordato a lungo per aver svenduto (in quanto ritenuto un brocco) il futuro capocannoniere del campionato Luca Toni. Al suo posto spende tutti i crediti a sua disposizione per il duo comico Doumbia-Podolski, una rete a testa in tutto il girone di ritorno. Bisogna dargli atto di essere comunque stato alla pari degli altri almeno in una occasione: sì, prima dell’inizio del campionato! Perché già al termine della prima giornata navigava nel girone infernale degli oppressi con in testa la sola fascia nera di Gervinho per farsi riconoscere. Ha sempre creduto di aver vinto tutte le partite, prima di rendersi conto dell’esatto contrario. E’ già pronto per dar battaglia al prossimo campionato. Sappiamo già quale sarà l’esito. Waterloo

Andrea = voto 5
Punti totalizzati 35, frutto di 7 vittorie e 16 sconfitte. 20 le reti fatte, 31 quelle incassate, per un -11 di differenza reti. Era al debutto stagionale nel Fantacalcio. Sicuramente ha pagato lo scotto più di chiunque altro. Attento e giudizioso nell’assemblare una squadra valida in tutte le fasi del torneo, anche se alcune scelte sono parse non del tutto oculate. Non ha mai avuto nomi eccellenti nella sua rosa, o meglio non ha mai speso delle follie per accaparrarsi il migliore in circolazione. Ha puntato molto sulla Roma, portandosi a casa ben 6 giocatori (tra cui il capitano Totti, il capitan-futuro De Rossi e capitan-Findus Iturbe), ma solo la cresta di Nainggolan si è elevata sopra gli altri. In difesa Astori e Yanga Mbiwa sembravano più statici dei giocatori del calcio balilla. A lungo ha temuto di essere superato da Simone come ultimo in graduatoria: in realtà questo timore si è rivelato del tutto infondato, vista la poca pressione che metteva il buon Simone. Tutta l’esperienza accumulata gli potrà giovare il prossimo anno. Come un dobermann, siamo convinti che mostrerà fauci e gengive per azzannare gli avversari. Dentiera

Mauro = voto 5
Punti totalizzati 41, grazie a 8 vittorie, solamente 11 sconfitte (il terzo migliore in fatto di partite perse) e ben 17 pareggi, che gli hanno valso il nomignolo di Mr X. Quasi alla pari anche la differenza reti (-2), visto che 28 sono state quelle fatte e 30 quelle subite. Termina ottavo in campionato, che significa terz’ultimo, come terz’ultimo era finito in quello precedente. Non si è migliorato, anzi ci saremmo aspettati ben di meglio. Lo ricordiamo più per l’assidua e costante opera di controllo nei punteggi, piuttosto che aver seminato scompiglio tra gli avversari. Sicuramente questi ultimi sono stati costretti, parecchie volte, a condividere con lui la posta in palio, soprattutto nella prima parte del campionato. Ma Mauro per primo sa che andare avanti con un punto per volta rende la risalita ardua e difficoltosa. Ha speso una fortuna in Candreva, che però lo ha ben ripagato con una stagione più che dignitosa. Lo stesso non possiamo dirlo per il duo Callejon (assolutamente anonimo in questo campionato) ed Eto’o (illusionistica la speranza che potesse ripetere gli anni interisti). Noi conosciamo l’inventiva di Mauro nel preparare i piatti, degni di un vero chef. La stessa inventiva ha provato a metterla nello stilare formazioni competitive. I risultati sono spesso stati contrari alla bravura con cui si accinge a riempire i nostri piatti. Da grande chef, pensiamo quindi che per il Fantacalcio debba essere ridimensionato. Sguattero

Moreno = voto 7
Punti totalizzati 43.  Ha lo sesso numero di reti fatte, di reti subite, di differenza reti, di numero di sconfitte, di Mauro. Ma, rispetto a lui, ottiene una vittoria in più a fronte di un pareggio in meno. Guarda caso, proprio come Mazma, anche Hellas Front ha nella capacità culinaria una delle migliori doti che noi Amici abbiamo l’infinita fortuna di poter avere. Moreno termina quart’ultimo questo campionato, un po’ meglio rispetto al penultimo posto dello scorso anno.  La dea bendata non l’ha certamente accompagnato durante il percorso di questi mesi, vedasi ad esempio l’enorme difficoltà (e sfiga) nel poter presentare una formazione di 11 giocatori. Ci è sembrato spesso sterile il suo attacco, molto meglio la sua difesa. Sappiamo che il duo-fantasma Borriello-Cerci sta litigando perché entrambi vogliono essere eletti come i bidoni più ambiti da regalare alla Tea. Per fortuna c’era nonno Klose che riusciva a togliere le castagne dal fuoco in più di una occasione. Ma i grandissimi meriti di Moreno vanno alla caparbietà con cui, una volta capito che il campionato era perduto, sia riuscito a concentrarsi sulla Coppa, ambito trofeo che lo ha portato dritto alla vittoria finale. E con essa la concreta possibilità di mangiarsi gratuitamente la pizza in palio. Premio ambitissimo, immaginiamo. Catarì

Dego-Fabrizio = voto 6
Punti totalizzati 44, frutto di 11 vittorie e altrettanti pareggi. Ben 42 le reti fatte (terzo miglior attacco), ma imbarazzante l’ultimo posto relativamente alle reti subite, con 46 sberle. Sappiamo benissimo che il numero di reti incassate serva solamente a domandarsi “ma quanto sono sfigato in questo gioco”? Però la delusione di scendere da un secondo posto dello scorso campionato ad un sesto posto come quello appena concluso, è tanto evidente quanto pregna di recriminazioni. Decide, ad inizio asta, di accaparrarsi le prestazioni di due interisti come Handanovic ed Icardi, pagandoli a peso d’oro. E lui, milanista sin dai tempi del braccio alzato di Franco Baresi, viene da loro ripagato con una stagione più che positiva. Scova nel difensore polacco Glik un goleador come pochi altri, soprattutto pagato con un soldo di cacio. Il resto della rosa è a metà via tra il “sono forte e te lo dimostro” e il “sono un bidone, perché mi hai comperato?”. Viene eliminato dalla Coppa dal futuro campione per una misera differenza di punti, e questo aumenta il rammarico di quanto sarebbe potuto accadere ma non è successo. Sarebbe terzo nella speciale classifica dei punti realizzati. Buscoldese di adozione, ammiriamo il campione che c’è in lui più come amico che come giocatore del Fantacalcio. Perché in quest’ultimo, diciamo la verità, sembrava volare di liana in liana per poi finire miseramente in acqua. Tarzan

Carlo = voto 6,5
E’ colui che ha pareggiato di meno, in sole 6 partite. 14 le vittorie e ben 16 le sconfitte (peggiore insieme ad altri due). Totalizza alla fine ben 48 punti, grazie a 32 resi realizzate e ben 41 subite (seconda peggior difesa).Quinto alla fine dello scorso campionato, medesima sorte in questo appena concluso. Strano il modo con cui, in entrambi gli anni, spende quasi metà del suo credito per comperarsi l’abilità realizzativa di Tevez, fermo poi cederlo all’asta successiva per uno scambio che ai più è parso stravagante. Il primo anno lo vendette a Marco (che vinse il campionato), quest’anno fece la stessa cosa con il Riki (e l’esito fu il medesimo). Detiene l’ignobile primato di 6 sconfitte consecutive. Carlo è lo strenuo convinto giocatore che sostenga sia più bello giocare per ridere e divertirsi, piuttosto che vincere. Infatti sappiamo benissimo che non vincerà mai un campionato. Memorabili e leggendarie le sfide infinite tra lui e Paolo, con un 4-3 a suo favore che ricorda la gara infinita in Messico tra Italia e Germania. Di infinito per lui preferiamo ricordare la capacità di ingurgitare qualsiasi pietanza commestibile (e non) in un tempo record di pochi secondi, sempre dopo l’ormai storica frase “Mai mangiato niente di più buono”. Fatica di brutto a salire di quota in classifica, ma rimane impressionante la capacità di assimilare e di digerire del suo stomaco. Dirigibile

Marco = voto 6,5
50 sono i punti raccolti, frutto di 14 vittorie, 8 pareggi e 13 sconfitte. Con lui iniziamo a vedere il segno positivo sulla differenza reti (+2) grazie a 35 (fatte) piuttosto che 33 (subite). Lo ricordavamo campione in carica al debutto dello scorso campionato, termina quarto quello in corso e la sua caduta, ultimamente, sembrava priva delle reti di protezione. Zemaniano convinto, affida l’intero peso del suo attacco a 4 cagliaritani, rei purtroppo di una stagione anonima come quella dell’associazione a delinquere sarda. Fortunatamente ha nel folletto Dybala (3 soli crediti spesi) e in un centrocampo mostruoso la forza d’urto sufficiente per competere, soprattutto nella prima metà del torneo, alla pari con i migliori.  Poi decide di comperare al mercato delle pulci sia Diamanti che Shaqiri, e questi due saranno il simbolo del penosità cronica per tutta la seconda parte del campionato. Al grido di battaglia “li mortacci tua”, lo abbiamo visto esultare allo stesso modo sia per la stagione altalenante della sua Roma, sia per quella in chiaro-scuro del suo Giallorosso nel Fantacalcio. Fresco sbarbato dopo due anni di pelo incolto sulle sue guance, rimane di fatto un giocatore caparbio, generoso e pericoloso. Da accademia del calcio il modo con cui si libera dell’avversario con una finta de panza. Hula Hoop

Paolo = voto 7,5
Al debutto assoluto nel Torneo, finisce terzo ma soprattutto si erge a vera sorpresa del campionato. Ha in attivo 54 punti, con 15 vittorie, 9 pareggi e 12 sconfitte. 43 le reti fatte (secondo miglior attacco), 35 quelle subite. +8 la differenza reti. Ai più era parso mediocre, inesperto, azzardato il modo con cui aveva messo in campo una rosa poco competitiva ad inizio settembre. E invece, giornata dopo giornata, ha macinato gioco, prestazioni, vittorie, prendendosi lo scalpo di parecchi giocatori. A colpi di forbice e pettine è rimasto in linea con i migliori fin quasi al termine, senza riuscire a dare la rasoiata finale che gli sarebbe valso il secondo posto. Acquista a peso d’oro  la mummia Destro per la seconda parte della stagione, ma lo stesso sembra rimasto esanime nel suo sarcofago per lunghi mesi. Paga soprattutto la disattenta e farfallona difesa, mentre i suoi attaccanti (e soprattutto centrocampisti) hanno fatto in pieno il loro dovere. Siamo curiosi di vedere se riuscirà a ripetersi il prossimo anno, per ora ci basta premiarlo come colui che ha saputo entrare nei meccanismi del Fantacalcio in maniera tanto silenziosa (all’inizio) quanto rumorosa (almeno fino ad Aprile), più di chiunque altro. Sarebbe secondo nella classifica dei punti realizzati. E’ il classico giocatore che pensi di aver battuto, prima di verificare che lui ha fatto lo stesso a te, trasformandosi da agnello sacrificale e lupo mannaro. Licantropo

Teo = voto 8
Quarto (di pochissimo) l’anno scorso, secondo (con merito quest’anno). Si migliora nettamente con i suoi 57 punti (15 vittorie, 12 pareggi, 9 sconfitte). 33 i gol fatti, 27 quelli subiti. Diciamo che riesce a capitalizzare al meglio i pochi gol fatti, grazie ad una difesa semi-impenetrabile che ha avuto nella coppia Deretano e Cul-rot i giocatori con lo sfintere più aperto. Sfortunato nell’infortunio di Felipe Anderson, ha il merito di aver creduto in giocatori che sembravano sul viale del tramonto quali Di Natale, Quagliarella e Denis. Chiara dimostrazione che l’età anagrafica non va di comune accordo con la bravura e il talento. Sin da subito la sua formazione è sembrata ben amalgamata, e in effetti senza eccessi e senza cali (tranne un mesetto asfittico nella parte centrale del campionato) è riuscito a ritagliarsi un ruolo di assoluto protagonista. Anzi, proprio nel finale ha avuto la forza di respingere gli attacchi di coloro che gli volevano soffiare quel secondo meritatissimo posto. Che, ora, ci sembra rappresenti l’ideale trampolino di lancio per ambire a qualcosa di ancora più importante per il prossimo anno. Esemplare intrattenitore con il microfono in mano, siamo convinti che saprà “presentare” una formazione ancor più competitiva come nessun altro. E allora per gli altri ci sarà ben poca allegria. Mike Bongiorno

Riki = voto 10
Scioriniamo un po’ di numeri. Terzo lo scorso anno, primo adesso. 24 vittorie, 8 pareggi, e solamente 4 sconfitte. E allora andiamo a vedere coloro che sono riusciti a sconfiggere questa armata invincibile. Furono il Teo (che vinse 2-0 alla terza giornata), Paolo (3 a 1 alla nona giornata) il Dego (3-2, ma soprattutto 78 a 77,5 alla 14ma giornata), e infine Marco (2 a 1 alla 26ma giornata).  55 le reti fatte, solamente 22 quelle subite (+33). Singolare la sua campagna acquisti. Compera i 3 portieri e tutti i difensori a 1, eccetto la folle spesa di 3 crediti per Morganella. Questo gli consente di potersi furbescamente accaparrare il meglio degli attaccanti sul mercato, fermo restando l’Harakiri sportivo che gli ebeti Carlo e Simone fanno lasciandosi sfilare Tevez e Toni come degli ingenui ladruncoli di primo pelo. Riki schierava sempre un tridente offensivo composto dall’Apache, da little Tony e dal Pipita. Al resto ci hanno pensato una serie impressionante di bombardieri del centrocampo ed una dose di fortuna in difesa che al confronto il culone sugoso di Valeria Marini sembrava piatto come una cartina geografica.  Pensiamo sia irripetibile la sua performance, ma ci sentiamo di togliergli la lode perché in coppa è stato miseramente eliminato sin dai gironi di qualificazione. Assassino seriale, è stato per tutti in incubo ogni volta che lo si incontrava. Freddy Kruger

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