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| "Voglio le pagelle finali su un piatto d'argento" (disse il Cumenda). E il Genio così rispose... |
Partito un po’ in sordina modello Juve, sgretola via via gli avversari con una serie impressionante di vittorie. Ogni tanto incappa in una battuta d’arresto, ma questo testimonia che Mazma non è un marziano. Fortunatamente. Rimarrà negli annali la differenza reti a suo favore. Non raggiunge la lode solo perché in coppa perde di misura la semifinale contro il futuro campione. Altrimenti avrebbe bissato il successo in una stagione per lui strepitosa. Gli segnano tutti i suoi giocatori, oltre al magazziniere, al pulicessi e al lava-mudande. Ma deve ringraziare, più di chiunque altro, l’inavvicinabile stagione strepitosa di un fuoriclasse assoluto, di cui dobbiamo dargli atto di averne acquistato cartellino e prestazioni ad inizio asta. Unico a credere nel valore inestimabile del Pipita. Chef provetto dalle conclamate virtù, cucina uno ad uno ogni avversario. Cracco
MORENO = VOTO 8,5
Possiamo discuterne fino al termine della serata. Ci saranno i seguaci del “culo rotto” che inneggiano al fatto che Hellas Front abbia più deretano che anima (vedasi il penultimo posto nella classifica dei punti totali conquistati), e ci saranno invece coloro che applaudiranno le gesta dell’unico giocatore che ha conteso a Mazma la vittoria finale (seppur sempre tenuto a debita distanza). Anche lui, primatista assoluto del proprio girone di coppa, deve cedere il passo in semifinale al diretto avversario. Non vince nulla, ma dà un senso di prepotenza al suo campionato. Garante di una difesa bunker, raggiunge l’apice della goduria personale con la pazzesca doppia parata su altrettanti rigori nella medesima partita. René Bus Higuita
MARCO = VOTO 7,5
Sicuramente ridimensionato rispetto al campionato di apertura di due anni fa, però Giallorosso ci conferma sempre formazione grintosa, combattiva, difficile da superare. E soprattutto, pur non vincendo, si mantiene nei piani alti della classifica, segno inequivocabile di saper mercanteggiare alle aste con innegabile astuzia. Non alla medesima altezza in coppa, probabilmente le preferisce la mortadella o il culatello. Quest’ultimo è costretto ad offrirlo al fratello il quale, quasi con i medesimi punti, passa il turno e vince poi il trofeo. Un po’ avulso nel gioco quando non è protagonista, lo abbiamo visto gettare in campo un menisco con la stessa disinvoltura con cui trasmette la sua formazione agli ultimi istanti. Da sempre ammiratore del capitano romanista, anche noi lo ammiriamo seppur claudicante e con l’ausilio delle stampelle. Enrico Toti
SIMONE = VOTO 8
La valutazione nasce prettamente da due fattori: il primo nell’aver fatto un campionato da protagonista, il secondo nell’ aver finalmente messo in campo formazioni molto competitive. Su tutte vedasi la finale di coppa, purtroppo per lui perduta all’atto conclusivo. Sicuramente agevolato dalla recente propensione alla tecnologia telefonica, anche se tuttora inciampa maldestramente e latita nelle letture.Abituati a vederlo annaspare nelle sabbie mobili del fondo classifica, ci compiace notare come un presunto Calimero sia divenuto un regale cigno. Anche lui termina la stagione con un pugno di mosche in mano, ma senza ombra di dubbio stavolta lotta e combatte come un pugnace Samurai. One One One, Cholo Simone
PAOLO = VOTO 8,5
Ottimo campionato del funambolico Pinturicchio, oggetto misterioso delle varie aste, ma sempre attento a saper cogliere le occasioni più propizie. Termina la stagione con un più che dignitoso piazzamento, ma la ciliegina la ottiene con l’esaltante vittoria in coppa, primo trofeo a trovar posto nel suo Palmares. Equilibrata e competitiva la sua formazione sin dalle prime giornate, paga purtroppo un numero sin troppo elevato di reti subite. Vorrebbe mostrare la sua professionalità facendo pelo e contropelo agli avversari, malgrado gli stessi siano per lo più calvi oppure barbuti. Ma le rasoiate che esibisce in tante occasioni testimoniano quanto acume abbia messo durante le aste notturne. Vigile e attento come un metronotte in letargo. Rapace
TEO = VOTO 7
Annichilito in coppa e in difficoltà nella prima parte del campionato, lo premiamo con un voto un po’ gonfiato soprattutto per la potenzialità, ancorché inespressa, con la quale ha condotto la seconda parte con piglio più sicuro e battagliero. Stranamente non riesce a sfruttare a dovere il tandem delle meraviglie juventine Dybala-Mandzukic su cui egli aveva ciecamente creduto. L’unico suo primato è quello di trasmettere la formazione prima di chiunque altro. Ma questo non gli fa vincere alcunché. Consapevole che solo uno può vincere il campionato e questo non è lui, si attesta nelle posizioni medio alte senza infamia e senza lode, né carne né pesce. E sì che di fauna ittica lui se ne intende, dato che ha nel pescivendolo Cassano uno dei migliori rappresentanti. Attenzione (direbbe lui animando una puntata su Telemantova): il prossimo potrebbe essere l’anno della svolta. Girat
RIKI = VOTO 5,5
Detronizzato in maniera insolente, riduce ad una comparsata il suo campionato mediocre. Vive di ricordi della passata stagione, ma la cruda realtà lo risveglia nei bassifondi e nei maleodoranti meandri delle favelas più abbienti. L’incubo più ricorrente è l’aver avuto lo scorso anno bomber di razza tipo Higuain e Toni. Indeciso sul da farsi, gioca il tutto per tutto sull’attaccante modenese, lasciando sul campo un lingotto d’oro come il Pipita che farà poi le fortune del futuro campione. Cerca di correre ai ripari con simpatia-Balotelli, che lo ripaga con un numero di reti uguale alle volte in cui ha fatto cilecca a letto. Il voto comprende l’inestimabile valore della sua amicizia. Purtroppo non basta per la sufficienza. Quest’anno lo abbiamo potuto apprezzare maggiormente per l’organizzazione di eventi, di combriccole, di trasferte in Baviera, di recupero palloni e per l’invio dei risultati, piuttosto che per le performance sportive cui ci aveva abituati. Ridimensionato
DEGO = VOTO 5
Anonima e scialba la sua stagione. Quasi mai sugli scudi, gode solamente sulle fugaci e sporadiche vittorie sul derelitto Strudel e poco più. Termina il campionato nel mucchione, però in coda allo stesso. Poco presente sia in campo Fantacalcio, sia in campo con gli Amici. E’ uno di coloro che non vorremmo mai perdere, a maggior ragione perché non ha ancora mai vinto nulla. Gli dobbiamo concedere l’obiettività con cui ammette, sin da subito, di aver una rosa di giocatori patetici. Che continuerà a mantenere anche durante i successivi mercati di riparazione. Ci piace ricordarlo così, pensieroso, con la sigaretta in mano e la lista della spesa nell’altra. Fumoso
ANDREA = VOTO 5
Sicuramente meglio dello scorso campionato, per lui che era un neofita del gioco. Relegato nei bassifondi della classifica in questa sua seconda stagione, continua a dimostrare il concetto “potrei ma non voglio” piuttosto che il “ti batto ma vedrai che perdo”. Beffato in coppa quando perde allo spareggio con Puntiricchio la possibilità di giocarsi la semifinale. Acquista due ottuagenari: il primo (Buffon), campione in porta, capace di prodezze. Il secondo (Klose), campione in declino, capace di raccontare le fiabe ai nipotini. Oltremodo penalizzato dalla atavica repulsione a whatsapp che lo costringe a spossanti letture sul suo computer (che non ha certo la leggendaria memoria di un pachiderma) appesantito da riottosi avversari che ne riempiono il server. Intasato
CARLO = VOTO 1,5
Difficile trovare aggettivi che possano definire la sua pessima stagione. Difficile trovare avversari che, nel passato, abbiano avuto un simile atteggiamento passivo degno del miglior Gay Pride. Difficile inanellare una serie di insuccessi tanto penosi, quanto meritati. Per capirci: impossibile far peggio di quanto mostrato da questo Strudel ormai avariato. Lontano anni luce dal penultimo posto, spazzato via dalla Coppa come una fetida scoreggia, ha la stessa differenza reti del campione Mazma. Il problema è il “meno” che precede il numero. Il colmo è proprio nell’atto finale, occasione in cui segna tre gol e ottiene il maggior numero di punti nella singola giornata. Qualcuno gli spieghi gentilmente che se il giocatore di maggior caratura nella sua squadra è Trivella Babacar, significa che il Fantacalcio per lui è come il Fantaminchie per Ilona Staller. Novanta gradi

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