Può un gioco arricchire i fine settimana di dieci esistenze? Direi che la risposta ce l'abbiamo in casa. La viviamo costantemente: nelle settimanali mail, nelle infinite bagole, nell'ormai imprescindibile gruppo whatsapp dedicato. Quattro anni di Fantamici Pozzolo hanno arricchito un po' tutti noi. Era l'estate 2013 (non un momento felice per chi scrive peraltro) quando proposi al Riki, che sapevo fantacalcista da combattimento, di provare a costruire un campionato pozzolese tutto nostro. Quattro anni più tardi, devo dire che quella creatura ha gambe solide e soprattutto dimostra una inimitabile leggerezza. E' il gruppo a fare la differenza, non lo sono di certo le universali regole del gioco. Il fantacalcio può essere guerra, rivalsa di sfalsati equilibri nei rapporti umani e lavorativi. Il nostro fantacalcio vive dello spirito della compagnia che lo anima, è alla base di tracotanti tavolate, ritrovi ad hoc e serissime analisi di andamenti e potenzialità di questa o quella squadra.
Competizione sana e doverosa, petti villosi a decantare le ambizioni della propria rosa, senza però negare il tributo all'avversario che ti batte. Certo, c'è anche chi davanti al caldo fuoco dell'ATA Hotel Fanni estrae un coltello svizzero per simulare la depilazione dell'avambraccio all'amico-concorrente, nella preasta di riparazione, mettendo in chiaro che Berisha (allora libero) fosse un obiettivo imprescindibile per il ceo di Hellas Front. Presidente convertito, da detentore di soli europei e tesserati Verona a rosa multietnica aperta addirittura a calciatori del Chievo. Uno dei tanti momenti indimenticabili di una storia passata dalla folle (?) apertura del debuttante Pinturicchio, quel "Rugani, Empoli, 22" che sapeva tanto di supercazzola mista a dichiarazione di guerra ai vicini incompetenti. Subito ci sbellicammo dalle risate, prendendoci a coppini a vicenda, due anni dopo Daniele Rugani giocò titolare nella Juventus e in nazionale. Certo, a volte poi preferisce tenersi Milik senza più legamenti e pagato 5.000 piuttosto che rinforzare l'attacco formato da Caprari e Ragusa... Dalle aste dalle tavole imbandite, passano gli attimi fondanti della storia del Fantamici. L'evoluzione alcolica della Juve Stabia che fu, regalò un'inarrivabile proposta di scambio all'allora Teo Team. Quegli ottanta crediti per Ibarbo, rotto, profumano ancora di poesia. La ragioneria alla base del fantamercato ha raggiunto livelli da Silicon Valley. Leggenda vuole che orde di fantaallenatori si presentino regolarmente alla sede del mercato dotati di personal computer contenenti inarrivabili diagrammi di flusso sul rendimento dello sconosciuto polacco appena acquistato dal Palermo, medie voto di ogni essere umano maschio che nell'ultimo anno solare abbia calcato campi giovanili, amatoriali, professionistici e semiprofessionistici tra Europa, Americhe, Africa e subcontinente indiano.


Il cammino ha poi regalato granitiche certezze quotidiane. Non si può prescindere dal pagellante. "Le voglio su un piatto d'argento", chiese il manager della nascente Bubamara (se non è poesia questa denominazione...) a colui il quale stava passando da un cocente ultimo posto targato Strudel al più onnicomprensivo e onnivoro Carlomagno. Ebbene, nel giorno della pizza per Mazma e Pinturicchio, anno domini 2016, da Giorgio le pagelle stagionali furono servite su un piatto d'argento. Un costante incedere mattutino, rigorosamente in orario di lavoro, che porta l'amanuense giudicante a fornire annualmente qualcosa come 350 pagelle. Generando sistematicamente contorsioni dalle risa a chi la mail riceve e irrorando di sberleffi e sfottò le successive riunioni calcistiche. "Ecco che arriva Gianduiotto, oh guarda l'Orafo. Ma anche Bruce Willis, K-way, dinamitardo, Mike Bongiorno, Cracco, Girat e un autocelebrativo 90 gradi". Esaurito lo Zingarelli, mancarono per un anno, ora con l'aggiornamento della Treccani sono tornate momento centrale della settimana fantacalcistica.
L'altra costante è che dal 2013 c'è Sentenza. Non andate a rivedere Lee van Cleef nel capolavoro di Sergio Leone "Il buono, il brutto e il cattivo". Basta suonare a casa Mazma. Lo stellato cuoco di mille abbuffate prevede e sentenzia come nessuno al mondo. "Per la vittoria, mancherebbe un autogol di Zapata", che in perfetto orario si palesò poco più tardi nel posticipo. Fu solo l'apertura di una serie di ineludibili previsioni che andarono, tutte, a discapito dei suoi avversari. Solo il Girat gettato nella mischia nella Natalinata non si sa a che destinatario sia stato notificato. (A completare questa sensazione, immaginate il volto di Carlo che si pone l'interrogativo con l'indice sul labbro).
C'è poi l'integerrimo, preparatissimo e ortodosso Ronin. Non chiedetegli uno scambio. A meno che non gli offriate Tevez nel momento di massimo splendore per cinque ciuciamanuber, lui non accetterà mai. Nemmeno davanti a Bacca, Ljajic, Thereau, Castro, Bonaventura, Florenzi, Borriello, 450 euro, le chiavi della tua automobile appena acquistata, una tessera annuale Primo anello Rosso a San Siro per la sua Inter e la reintegrazione dello ius primae noctis sull'intero territorio provinciale. Non accetterà, e a fine stagione avrà avuto ragione lui. In compenso intasa di mail il server degli altri fantaallenatori (specie quello valladolidiano) con ripetute di 5-7-9 mail contenenti i preziosissimi conteggi settimanali. C'è chi il lunedì ha perso appuntamenti di lavoro, perchè si è visto saturare la casella di posta non riuscendo a ricevere le mail decisive per alzare il budget dell'azienda in cui lavora.
I conti dell'alba del lunedì sono un'altra piccola grande certezza del Fantamici. I conteggi di Mazma precedono quelli definitivi di Ronin. Anche se c'è chi tipo Carlomagno, su whatsapp spoilera qualcosa di tanto in tanto.
C'è poi l'integerrimo, preparatissimo e ortodosso Ronin. Non chiedetegli uno scambio. A meno che non gli offriate Tevez nel momento di massimo splendore per cinque ciuciamanuber, lui non accetterà mai. Nemmeno davanti a Bacca, Ljajic, Thereau, Castro, Bonaventura, Florenzi, Borriello, 450 euro, le chiavi della tua automobile appena acquistata, una tessera annuale Primo anello Rosso a San Siro per la sua Inter e la reintegrazione dello ius primae noctis sull'intero territorio provinciale. Non accetterà, e a fine stagione avrà avuto ragione lui. In compenso intasa di mail il server degli altri fantaallenatori (specie quello valladolidiano) con ripetute di 5-7-9 mail contenenti i preziosissimi conteggi settimanali. C'è chi il lunedì ha perso appuntamenti di lavoro, perchè si è visto saturare la casella di posta non riuscendo a ricevere le mail decisive per alzare il budget dell'azienda in cui lavora.
I conti dell'alba del lunedì sono un'altra piccola grande certezza del Fantamici. I conteggi di Mazma precedono quelli definitivi di Ronin. Anche se c'è chi tipo Carlomagno, su whatsapp spoilera qualcosa di tanto in tanto.
Come non assicurare il doveroso e giusto spazio alla strategia annuale messa in atto dall'amico Giallorosso70? Al grido di "Chi cazzo è Marchizza", svia regolarmente gli avversari su personaggi di dubbia moralità, salvo poi fregare sistematicamente con il doppio studiato battito di ciglia il fantallenatore dal cuore buono. Così da aggiudicarsi Florenzi, Nainggolan, Dzeko, Perotti, Salah, Totti, Balbo, Conti, Falcao, Nela, Giannini e Tempestilli tutti rigorosamente a un credito, perchè "non vorrai mica alzarmelo". Alla prima asta della sua vita invece il presidente di Real Dego si assentò e diede le chiavi del suo mercato in mano allo Strudel passante, il quale prese talmente sul serio l'incarico che compose una squadra di merda per sé e giustificò il prefisso Real alla compagine del Delegà. A quest'ultimo in più occasioni è salita la tentazione di replicare l'esperienza, ma vedendo il padrone di casa dell'ATA Hotel in più occasioni in versione Cotto durante le aste di mercato non ha mai affondato il bis.
Non posso inviare questo testo via mail, salvo subire la reprimenda dell'ottimo Virtus Valladolid, la cui casella mail nel tempo di internet 3.0 può contenere al massimo 100 kb. Scrivo dunque sul blog (potete cagarlo qualche volta) queste poche righe per gufare ad Andrea, Carlo, Fabrizio e Simone (che ancora non hanno alzato un trofeo al cielo, o mangiato una pizza gratis mentre lo stesso Simo ordina caviale e aragosta) che la matematica dice che 6/10 della comitiva ha vinto qualcosa. "Ah scusa", direbbe qualcuno. Ma il gufare è una ragion d'essere del fantacalcio, e non si attenuerà mai.
La chiusura va ad un'ultima sottolineatura, quella che vede ormai presenza gradita, fissa e costante dei battitori d'asta. L'esperienza vitivinicola del Nata, il dispensatore di laute mance Gabri e il suggeritore (ma ahilui inascoltato da Carlo) Ciacio completano una compagnia che del Fantamici ha fatto un prezioso arricchimento dei fine settimana. A proposito, Ciacio, il futuro vorrà vedere delle tue pagelle (ormai leggendarie quelle post Oktoberfest) alle dinamiche messe in campo dalle colorite aste del fantamercato, ormai veri e propri casi-studio di antropologia moderna.




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