Imprescindibili, come l'acqua per gli assetati e la neve per i ghiacciai, arrivano le pagelle di fine stagione del Carletto. Non è riuscito a consegnarle come da tradizione all'abbondante cena delle Cinque Lire, ma ha prontamente rimediato in pieno orario lavorativo nei giorni seguenti, alzando l'asticella (per una volta, insolitamente, lontano dalla tavola) e cimentandosi con rime impervie e imperdibili. "L'autoassegnarsi un sonante Quattro è fin troppo severo, per queste pagelle meriterebbe un dieci intero".
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| "Scudettata la maglia del Teo, dopo che il Riki rimase con soli otto eroi" |
Dopo la grande delusione, dell'anno trascorso
stagione in cui Mazma, lo addentò con un morso
togliendogli l'eco, per giubilar la vittoria
lo troviamo di nuovo, a riscrivere la storia.
Stavolta si celebra, un campionato stupendo
“Quel che mi hanno fottuto, prima o poi lo riprendo”
il finale è mostruoso, prima perde, poi vince,
ma lui tutto sapeva, il suo sguardo è da lince.
Or si mette in bacheca, la coppa del campionato,
ma che brutti momenti, il suo cul ha tracimato,
sempre snello e scattante, lui non cambia la taglia
e al ristorante si presenta con scudettata la maglia.
RIKI = Secondo classificato = Voto 9
Dopo lunga rincorsa, che lo ha portato a ridosso
del Teo capolista, che ansimava a più non posso
alla penultima gara, ci fu il fiero sorpasso
che stava per decretar, per il buon Riki uno spasso.
Ma all’ultimo atto, succede di tutto
solamente uno gode, l’altro piange di brutto
purtroppo per Ronin, per la corsa spossato
molti suoi giocatori, c’hanno il cuore un po’ ingrato.
E’ per questo che lui, con soli otto eroi
ben poco può fare, per evitare che poi
nell’altra partita, in cui serviva il pareggio
il prode Matteo, non riesca a far peggio.
Per i più competenti, possedeva una rosa
che gli poteva permetter, di fare ogni cosa
ma per la prima metà, del suo campionato
non riuscì a ingranar, per lui fu anonimato.
Da Gennaio iniziò, a non patir più la noia
questa cosa coincise, con la privazion della Joya
vittoria dopo vittoria, scalò posizioni
arrivando vicino, ai grandi campioni.
Purtroppo per lui, il campionato finì
non gli riuscì il miracolo, mica è Houdini
l’impressione è che, se avesse corso di più
non si sarebbe trovato, con in mano chilù.
Termina quarto, ma fino a tre quarti
sembrava sul punto, con soddisfazione incularti
poi negli ultimi mesi, perse lucidità
seppur lui la lotta, ha nel suo DNA.
Probabilmente satollo, dei tre scudetti conquistati
nel lavorativo Fantacalcio, contro colleghi lobotomizzati
ritien di bissare, in quel di Pozzolo
per poi rinunciare, e menarsi il grillo da solo.
La sera si presenta, con un look da gigolò
con il doppio codino, “ricchione” uno gli urlò
ma sotto il giubbino, una maglia esibì
che alla sua vista, anche Armani perì.
Anche lui se ci pensi, copiando dal Cello
fa un buon campionato, ma non va allo sportello
a ritirare quel premio, assai ambito da tutti
di vincer qualcosa, esultando coi rutti.
All’asta si acquista, arguto e volpone,
le gesta del Quaglia, un sicuro campione
e grazie ai suoi gol, si atteggia a gradasso
fin quando qualcuno, lo riporta più in basso.
Arriva in finale, pregustando vittoria
di quella coppa che già, aveva alzato con gloria
ma poi sul più bello, non so bene il perché
il buon Real Dego, glielo mise de drè.
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| I vincitori del 2019. Teo e Dego, Fabri "la coppa alfin vinse e la gioia fu vera" |
In campionato si ferma, classifica in mano
un po’ a metà strada, tra il sacro e il profano
a tutti diceva, con fare orgoglioso
di avere una squadra, dal piglio maestoso.
Quando ebbe capito, che non poteva competere
contro troppi avversari, abituati a mietere
ebbe una intuizione, e testardo come un mulo
raccolse tutte le forze, con gran dose di culo.
La coppa alfin vinse, e la gioia fu vera
perché mai ebbe l’onor, di mostrar la dentiera
che esibiscon coloro, che in un modo o nell’altro
hanno vinto qualcosa, e di questo fu scaltro.
Aveva l’onore, ma anche il suo peso netto
di esser colui, detentor dello scudetto
per questo a Settembre, quando tutto iniziò
ognun di noi lo temeva, ma nessun lo inculò.
Negli anni passati, da Immobile al Pipita
scelse sempre il migliore, da leccarsi le dita
ma non sempre è domenica, che vinca o che perda
ma nel prendersi Icardi, pestò una gran merda.
Diciam che con lui, la classifica si spacca
perché sopra ne ha sei, e non segna una tacca
si può dire che è il primo, di tutti i rivali
a voler vincer la coppa, ma fatta con i maiali.
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| Il benvenuto sabbionetano del Beppe allo sconosciuto fotoreporter |
Di lui ricordiamo, allor come oggi
di quello che fece, manco lui fosse Moggi
in sede di asta, senza colpo ferire
si prese Higuain, per poi farsi benedire.
Al prezzo pagato, ancor più di Ronaldo
ci avrebbe scommesso, ma finì Braccobaldo
deluso e pentito, lo vendette a Gennaio
poi rifece la squadra, dominando a Febbraio.
Iniziò la rimonta, impaurendo anche il Teo
ma il distacco era enorme, rispose col marameo
provocatore incallito, di Valentino gran fan
a quell’amico che è il Beppe, daremo sempre la man.
Finisce quart’ultimo, partendo dal fondo
quando a calcio lui gioca, sembra esser Redondo
di gol ne fa pochi, men che meno ne prende
ma la gran verità, è che mai lui si arrende.
Incazzato oltremodo, dal gallo Belotti
che credeva posseder, il tocco e il genio di Totti
poi gli svendono all’asta, il pestapoce Dybala
ed un passo alla volta, lui risale la scala.
Di nome e di fatto, CSK la Kacca
riempie ogni water, manco fosse una vacca
alla cena si prende, mezzo litro di sorbetto
poi si chiude nel cesso, cagando pur nel suo letto.
Rimangono ai posteri, due grandi momenti
per ricordarsi di Paolo, in preda a mille tormenti
il prim fu l’ardire, con cui rinnegò
il vile pareggio, ma poi ritrattò.
Solamente che invece, anziché aumentar le vittorie
si trovò in un baleno, con più sconfitte che roie
e per roie intendiamo, le parole son crude
tutte quelle porcone, su whatsapp sempre nude.
Il secondo ricordo, a brancolar fu un martello
venne compiuto a Gennaio, vittima fu il fratello
che ignaro di Paolo, nel comprarsi Sanabria
si ritrovò incazzato, con il culo per aria.
Dopo essersi svenato, nell’acquistar CR7
Carlomagno sognò, come avesse due tette
e le prime due gare, con due vittorie e la vetta
fecero credere in lui, di assaporar la vendetta.
Ma il destino beffardo, inclemente come non mai
ahimè gli aveva prescritto, una gran sporta di guai
e tutti coloro, contro cui lui giocava
i fenomeni fecero, e il conto mai gli tornava.
Umiliato nell’ego, la rivincita prese
divorando ogni cosa, e l’oste si arrese
nel momento in cui lui, con fare un po’ incerto
gli chiese d’un tratto, se un kebab fosse aperto.
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| Marco number One, si consola con due fettine di salame e ciccioli |
Quest’ultimo posto, cui nessuno ambisce
se lo prende Giallorosso, che ancor non capisce
come faccia ad avere, 18 sconfitte sul groppone
pur avendo all’asta, messo su uno squadrone.
Il problema per lui, la fortuna per gli altri
è che spesso i suoi moduli, sembran molto maldestri
il suo motto rimane, “A me piace rischiare”
ma se non hai più nessuno, cazzo pensi di fare?
E 18 son stati, anche tutti quei match
in cui non erano in 11, sembrava fosse uno sketch
mestamente è rimasto, lungamente sul fondodi una classifica amara, ma lui è un amico profondo.
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| Tutti felici e contenti. Con il Nata gran cerimoniere e Simone in collegamento da Bregenz |













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